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Allegro ma non troppo

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La favola del sito cambiato

21 dic

Pubblicato da Ladynviolet in Salotto

6 commenti

C’era una volta una bambina che si sentiva triste perché il suo blog era brutto, ma così brutto che col tempo le era passata la voglia di scriverci. Pensò così di ritirarsi in meditazione per migliorare quel sito e vedere di farlo diventare più ‘suo’. Un bel mattino d’inverno, mentre camminava in una strada di campagna, incontrò un gatto selvatico…

In principio sembrava un po’ scontroso e di poche parole, ma che piano piano si dimostrò un’ottima compagnia. La bambina pensava sempre a quel suo desiderio irrealizzato, voleva tanto un sito fatto per bene, ma lei non riusciva a capire proprio come fare.Il gatto selvatico, ascoltata la bambina disse: «Ti aiuto io».

I due si misero in cammino per realizzare l’agognato progetto. Ma la strada era lunga e irta di ostacoli, perché la bambina non aveva mai fatto niente del genere (però, le tradizioni più antiche che tramandano questa favola dicono anche che lei avesse tanta voglia di imparare).

Camminando camminando il gatto portò allora la bambina nella Mitica Terra di WordPress

Dì lì passarono durante la bufera di neve al Vallo dei Mille Temi, sconfissero di notte i perfidi mostri di Pagina e Categoria, che avvinghiavano la bambina con i loro poteri rendendola immobile. Superarono gli ostacoli che il lupo mannaro Widget metteva sul loro cammino, e alla fine anche la bestia si volatilizzò.

Quando il cielo si fece sereno la bambina, divenuta più sicura e impertinente, voleva sempre cambiare Tutto, capovolgere le case e gli alberi secolari, far diventare il cielo di mille colori, ma soprattutto, viola. Se avesse potuto avrebbe anche fatto volare gli asini!

Il gatto selvatico sempre l’accontentava con grande pazienza e un poco alla volta la bambina costruì la sua casa dei sogni, la sua casa dei pensieri. Finalmente aveva il suo nuovo sito! Dentro quella casa, di cui il gatto selvatico era il custode, insieme agli amici più cari la bambina visse per sempre felice e contenta…

bambina, favola, gatto, nuovo, sito, wordpress

Candidi impuniti

24 feb

Pubblicato da Ladynviolet in Salotto

7 commenti

Alla fine del primo anno della guerra del Peloponneso Pericle disse, commemorando i caduti in un famoso discorso agli Ateniesi, che «La gioventù perita in guerra era scomparsa come se qualcuno avesse privato l’anno della primavera» (Arist., Rhet. III, 10, 1411a).

Da molto tempo, nei corridoi della mia Facoltà la tonalità emotiva prevalente sembra essere la medesima del passo aristotelico. Mi riferisco alla incapacità nostra – di studenti, di giovani – di leggere chiaramente e criticamente determinati eventi, affondare le radici della riflessione quotidiana nei meandri della realtà e, segnatamente, condividere a viso aperto lo sconcerto e lo sconforto con coloro che costituiscono i nostri interlocutori preferenziali.

Combattiamo pericolosamente contro l’infrangimento – verso il basso – della soglia segnata dal legittimo sdegno nei confronti di ciò che si manifesta come oggettivamente turpe, sconveniente, immorale.

Ogni evento concorre alla smitizzazione delle figure, dei ruoli. A volte ci lasciamo andare alla fiumana che tutto porta via nell’indistinto.

E’ così che l’ingiustizia e il non regolare sono assurti a diritto. Il nuovo diritto si perpetra a discapito di ogni cosa, e anzi viene esibito come trofeo, a corredo della propria immagine; la corrispondenza dei fatti con la limpida percezione sociale di essa non interessa più a nessuno.

Ritengo si celi qui il rischio più profondo, quello di credere che tutto sia permesso, che tutto sia normale, non particolarmente degno di alcuna nota, nemmeno a piè di pagina. Sulla base di questa indefessa e silente rinuncia, passa perfino inosservato un docente universitario che pubblica sulla propria pagina di Facebook contenuti vergognosi e volgari, e lo fa con divertita disinvoltura.

Col silenzio offriamo il fianco a chi, con i propri comportamenti e costumi da candido impunito, viola le regole della decenza, dell’essere buoni cittadini, della cultura, della propria stessa professionalità. Dove risiede il nostro interesse in questa faccenda? Perché scomodarsi a dirlo? E’ pensiero comune, come negarlo.

L’unica risposta che so darmi è che noi siamo le parole che diciamo, le cose che pensiamo. Se è vero che «le parole pronunciate sono simboli di affezioni dell’animo e le parole scritte sono simboli delle parole pronunciate» (Arist., De Interpr. 16a, 4), chiunque pensi e scriva in quel modo non è degno d’insegnare niente a nessuno, rabbrividisco per il ruolo che ricopre e mi sento tradita.

Mi torna in mente che Aristotele, giustamente, accostava insieme l’imparare e l’ammirare, come due facce di un sola medaglia. In un’epoca triste, tristi maestri toccano in sorte. Ma la mestizia e l’omertà non ci portino ad essere ciechi, o senza rendercene conto avremo perso anche la nostra di dignità.




Là dove si propongono i massimi

premi per la virtú, ivi anche fioriscono

i cittadini migliori.

(Tucidide, Storie, II, 46)


decadenza, Università

Binario 2

12 nov

Pubblicato da Ladynviolet in Boudoir

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Io sono come gli uccelli migratori.
Partire, inseguire il calore di cui hai bisogno, per non morire.
Quando il calore ti entra nelle vene esiste solo ora, non ieri, non domani.
La sostanza della gioia è sempre semplice, non ama le parole.
Sono come gli uccelli migratori.
Persa in quel calore non chiuderò mai gli occhi pensando a quando, inesorabile, tornerà l’inverno, a quando ci sarà solo freddo.
Il freddo che spacca le ossa, il freddo che t’impedisce di respirare.
Come adesso.

Cucina

Serie Frammenti/3

18 set

Pubblicato da Ladynviolet in Giardino

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Io conosco il canto dell’Africa,
della giraffa e della luna nuova africana
distesa sul suo dorso,
degli aratri nei campi e delle raccoglitrici
sudate nei campi di Caffè.
Ma l’Africa conosce il mio Canto?
L’aria sulla pianura fremerà un colore
che io ho avuto su di me?
E i bambini inventeranno un gioco
nel quale ci sia il mio nome?
O la luna piena farà un’ombra sulla ghiaia del viale
che mi assomigli?
E le aquile sulle colline Ngong
guarderanno se ci sono?

Karen Blixen

Cucina

Serie Frammenti/ 2

31 mar

Pubblicato da Ladynviolet in Giardino

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Gli Scacchi

In un chiuso angolo
i giocatori muovono i lenti pezzi
e la scacchiera, fino all’alba,
e li consuma e li avvince
al rigido spazio
dove aspramente lottano due colori.
S’irradiano, la’ sopra
fatate ineluttabili figure
una torre omerica, un agile cavallo
una temeraria regina, un alfiere obliquo,
muti fanti minacciosi,
uno strenuo re.
Anche se i giocatori se ne andranno,
persino quando il tempo li avra’ consumati,
con loro non finira’ questo eterno rito.
Dall’oriente, fiammeggiando, comincio’ questa guerra
che oggi ha scelto tutto il mondo come teatro.
E’ infatti, come un altro, questo giuoco infinito.
E il re cortese, il sinistro alfiere
la regina irriducibile, la rigida torre, l’accorto pedone
sopra questo spazio bianco e nero
si cercano e si scelgono
in una muta accanita battaglia.
Non sanno che la mano precisa di un giocatore
governa quel destino
non sanno che una legge ineluttabile
decide il loro prigioniero capriccio.
Ma anche il giocatore (Omar Khayyam lo ricorda)
e’ prigioniero di un’altra scacchiera
di notti nere e di accecanti giorni.
Dio muove il giocatore
che muove il pezzo.
Ma quale dio, dietro Dio,
questa trama ordisce
di polvere e di tempo, di sogno e di agonia?

Jorge Luis Borges

Cucina

5 mar

Pubblicato da Ladynviolet in Cucina

2 commenti

Se qualcuno di voi ha tentato di raggiungere questo locus amoenus nelle scorse 24 ore e gli è apparso, di tutta risposta, un messaggio che annunciava una privatizzazione, state sereni poiché nulla di tutto ciò si è compiuto.
Solo uno stratagemma per coprire problemi tecnici, adesso risolti.
Da lui.


E grassie.
Prometto che scriverò un po’ di più e meglio, non appena sarò un tantino più libera.
Salutoni.

Cucina

21 feb

Pubblicato da Ladynviolet in Cucina

1 commento

«Nuova cosa non m’è: sovente io vidi
che un’ ira acerba è irreparabil male.
Ben tu potevi e questa terra e queste
case abitar, de’ più possenti in pace
comportando i voleri: or per insane
parole audaci esul di qua n’andrai».

(Medea, vv.503-508, trad. Bellotti)

Cucina

Comunicazione di servizio

10 gen

Pubblicato da Ladynviolet in Boudoir

5 commenti

Mi sono innamorata. Di questo pesce.

Immagino però che le nostre famiglie non saranno d’accordo e faranno di tutto per ostacolare questo ardente sentimento. Che disdetta, avere dei figli di questo colore è sempre stato uno dei miei sogni.

Cucina

Organicamente perplessa

10 gen

Pubblicato da Ladynviolet in Boudoir

8 commenti

Oggi mi son concessa un tantino di shopping.
Quel poco che basta per ciò che serve, approfittando dei saldi, senza i quali nulla può essere oramai acquistato.
Per una volta decido di fare la “ragazza normale”, come dicono le mie amiche.
Entro nel grande Nike Store di Catania, compro una bella maglietta per le mie fatiche giornaliere da palestrata. E’ questa qui (non ve ne frega una cippa, ma io ve la faccio vedere uguale).

Tornata a casa, tutta contenta (in quanto per una volta sono riuscita a superare tutte le mie remore contro le multinazionali, tutti quei bla bla bla comunisti con i quali affastello i cervelli dei miei più prossimi), tolgo l’etichetta dalla maglietta e vedo all’interno un cartellino con una scritta in varie lingue.

Il cotone utilizzato per la realizzazione di questo indumento è certificato organico, vale a dire da coltivazione senza pesticidi o fertilizzanti sintetici.

Immagino che quelli della Nike si aspettano davvero che qualcuno ci creda.
Ecco, adesso sono veramente molto perplessa.
E soprattutto decisamente non più tutta contenta.

maglietta, perplessa, shopping

Morte dal cielo, morte dalla terra

3 gen

Pubblicato da Ladynviolet in Salotto

10 commenti

Caro diario,
un nuovo anno è cominciato anche nella mia Lentini.
E’ forse un motivo per sperare che qui cambi qualcosa? A ragion veduta, nessun essere dotato di un cervello mediamente sviluppato potrebbe sperare mai in una eventualità tanto remota.
Perchè mi esprimo con questi termini, miei lettori?
Ebbene, ho dalla mia la forza dei fatti, la consapevolezza di rendermene conto, la determinazione per non abituarmi alla cecità, a considerare certe cose come normali.
Perchè nessuno come chi vive a Lentini, e lo fa sapendo, può sapere cosa vuol dire alzarsi ogni giorno ed avere la certezza matematica che anche oggi arriverà la notizia che qualcuno è morto di leucemia, o di tumore.
Oramai qui non ci facciamo manco più caso; certe morti non fanno notizia.
Prima di Natale fu il padre di un amico.
L’estate scorsa una lontana zia.
Quando andavo al Liceo fu il giovane fratello di un mio compagno di classe; aveva solo 17 anni.
Qui va da sempre così, e andrà sempre così.

Quel che segue è quasi mito per questi infestati luoghi.
Il mito, si sa, ha la caratteristica che evocarlo significa riferirsi a luoghi tempi modi non meglio definiti, e che non ha alcuna importanza specificare.
Qui invece ci sono fatti, cose, nomi, cognomi, gente che muore.
Ci sono varie ipotesi sul perchè proprio a Lentini si muore di leucemia più che in tutta Europa. Non saprei quale scegliere.
Magari fosse vera solo una di queste.
Purtroppo la realtà supera sempre la fantasia.

1.Gli aerei americani_Il lontano 12 luglio 1984 il quadrigetto C141B “Starlifter” dell’US Air Force si schiantò in territorio lentinese, in contrada Sabbuci-S.Demetrio.
La testimonianza di un concittadino reporter, accorso subito sul posto, restituisce bene l’idea di come fu gestita la cosa da parte dell’esercito americano.

“Gli americani giunsero sul posto qualche minuto dopo lo schianto ed ostacolarono militarmente l’intervento dei mezzi di soccorso locali e fu sottratta l’indagine alle Autorità italiane. Le autorità USA mantennero il massimo riserbo sul carico trasportato dal velivolo, il quale si seppe era diretto a Nairobi, in Kenya. La zona dove precipitò l’aereo americano venne transennata e, per almeno una quarantina di giorni, la SS 194 che collega Catania a Ragusa, fu interdetta al traffico veicolare”.

Il nostro amico reporter fu gentilmente invitato ad allontanarsi da parte dei militari americani. Fortunatamente le foto che egli scattò ora sono al vaglio della Procura della Repubblica di Siracusa.

Per moltissimo tempo si è pensato che quegli aerei trasportassero armi nucleari (in tal caso l’evento sarebbe da ascrivere al processo di smilitarizzazione nucleare che la base di Sigonella iniziava a subire in quegli anni, proprio a causa degli accordi USA-U.R.S.S.). Ma ovviamente il Ministero della Difesa americano preferirebbe farsi mettere una bomba dentro casa piuttosto che rivelare quale fosse realmente il carico dell’aereo in questione.
Poi, qualche anno fa, saltò fuori una verità tanto assurda quanto ovvia, la quale reppresenta la vulgata accolta con maggior favore dagli “esperti” intervenuti nel dibattito.

Ai tempi dell’incidente infatti le leggi italiane consentivano agli aerei cargo l’utilizzo di contrappesi fissi e mobili in uranio impoverito nelle fusoliere (oltre che nelle ali) e tali contrappesi erano esenti da obblighi di denuncia alle autorità competenti».

E ancora:

l’uranio impoverito se non viene incendiato è quasi inerte e abbondantemente al di sotto dei limiti di pericolosità per quanto concerne agenti radioattivi. Adesso le leggi italiane hanno dismesso l’utilizzo di questo materiale, sostituito con il tungsteno

Eccoci qua, dunque. Il giorno dell’incidente presso Lentini, il rogo immediato dell’aereo causò la morte sul colpo di 9 militari che viaggiavano al suo interno.
Dunque rogo ci fu. Anche questo, non si sa come, è stato sempre negato dalle autorità competenti americane.

Ma non finisce qui. Circa un anno dopo, nel giugno del 1985, un altro aereo militare americano precipitò nel territorio di Lentini. Anche in questo caso, stesso copione da parte delle autorità militari USA. Tutto transennato, tutto raccolto, tutto rigorosamente nascosto e negato.

Ora, non c’è alcun bisogno di addurre prove a carico della correlazione tra esposizione ad uranio impoverito e incidenza di leucemie. L’argomento conosce da qualche anno le luci della ribalta giornalistica, anche grazie ad alcuni trasmessi da “Le Iene” sui numerosissimi casi di morti presso le nostre forze armate impegate nelle missioni di pace, particolarmente all’epoca degli inizi missione italiana in Kosovo.

2.Rifiuti tossici illegalmente smaltiti_ Qui si apre una voragine, la voragine della vergogna. Le discariche abusive nel territorio di Lentini non si contano. Alcune sono note, alcune un po’ meno. Sul nostro territorio, grazie a questo buissness, le mafie hanno costriuto imperi, hanno lucrato fregandosene della salute della gente (per dirla educatamente). Tutti lo sanno.
Ma c’è qualcosa che non tutti sanno. La mafia, negli anni 80, non si accontentava di gestire solo le discariche di rifiuti normali, o di scaricarne un po’ ovunque anche in terreni senza concessione.

Nel giugno 1988 in contrada Armicci, guarda un pò, anch’essa nel territorio di Lentini, furono rinvenuti un TIR e due containers stracolmi di rifiuti speciali ospedalieri, semplicemente riversi all’interno dell’ex cava di tufo.
Quando parlo di rifiuti ospedalieri intendo ovviamente ogni sorta di rifiuto organico, come organi, viscere, oltre a flebo usate, siringhe, lastre radiografiche.
Queste sono tutte cose passibili di smaltimento particolare (secondo la legge)e soprattutto mooooolto costoso. Invece se ve ne andate lì, ad Armicci, li potete vedere semplicemente “all’acqua iè o ventu”; chissà perchè però so che nessuno andrà a controllare, nevvero?
Avrebbero voluto avere la vostra stessa lungimiranza anche i maiali che si trovavano nella zona al momento dello scaricamento, i quali “favorirono” senza fare complimenti, e di fatti morirono tutti nel giro di pochi giorni. Ma questo fu ovviamente negato dalle autorità sanitarie che intervennero; strano..eppure le carcasse erano proprio là accanto.
Tra le molte cose che furono negate, insabbiate, ignorate, ci fu la misurazione che fu fatta dagli scopritori del “giacimento aureo” (coadiuvati dal prof. Sciacca dell’Università di Catania)col contatore geiger, che rivelò una concentrazione radioattiva nel luogo centinaia di volte superiore al consentito.
Il girono dopo però, ovviamente, lo stesso contatore geiger dei tecnici mandati dalle autorità non riscontrò alcuna anomalìa nei livelli di radioattività del posto.

Grazie ad una indagine della Procura di Siracusa si è scoperto che tali rifiuti venivano scaricati direttamente per conto delle Asl 67 e 25 della Regione Veneto, e che ciò è stato fatto più di una volta. In contrada Biviere, in contrada Serravalle, in contrada Scalpello, in contrada Nasche di Zanne. Tutte appartengono al territorio di Lentini.
Insomma io non capisco ancora tutti questi pessimisti che dicono che c’è un motivo per cui a Lentini le leucemie sono la prima causa di morte tra i bambini!
Quale sarà mai questo motivo?

3.Sigonella?_Dulcis in fundo la mitica base di Sigonella, manco a dirlo anch’essa in territorio lentinese. Cosa c’entra, secondo voi?
Prima però una citazione dotta. Tale J.W.Gofman, padre del famoso studio “Radiation and human health”,scrivendo un articolo per una rivista scientifica (che non mi sovviene) parlando della radioattività fortissima in una certa zona della Groenlandia (anche qui a causa di un incidente con un aereo militare americano, che in questo caso trasposrtava bombe H), si esprime così:

Anche in Italia c’è poco da stare allegri. Non si sa, per esempio, che effetto avrà sul sistema immunitario dei siciliani di Lentini la radioattività delle scorie nucleari nascoste dagli americani nel sottosuolo.

Scusate, solo io ho letto davvero cosa ha scritto questo qui?!
E perchè mai nessuno si è preso la briga di verificare come mai un serio scienziato si dia pena di fare affermazioni del genere?
Ve lo spiego io perchè. Scavare è sempre una roba da sporcarsi le mani; con l’aggravante che non sai mai quello che riporti alla luce dal voluto dimenticatoio in cui è stato messo.

Ecco cosa si è scoperto.
La base di Sigonella ha scaricato per anni i suoi rifiuti (anche)nella discarica di Salvatore Proto, il quale, dalle indagini della magistratura, è risultato essere prestanome per i clan Santapaola-Ercolano.
E indovinate un po’la base di Sigonella dove scarica i rifiuti speciali del suo immenso ospedale (stiamo parlando di un nosocomio che ha un bacino d’utenza di 8000 persone)?
Nella contrada Armicci. Si, proprio quella dei containers dei rifiuti del Nord.
Proprio quella che appartiene a Lentini.
Non a caso questa zona è ormai denominata bomba ecologica.

Ragazzi, ma come mai la gente muore così spesso di leucemie e tumori a Lentini?
La verità è che noi non lo vogliamo davvero sapere.

aerei americani, Lentini, leucemie, rifiuti speciali, Sigonella
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